| | |  |  | | PASTORE MAREMMANO ABRUZZESE | | ALLEVAMENTO DEL PASTORE TRANSUMANTE |
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L'intelligenza
E' la capacità di attribuire un conveniente significato pratico o concettuale ai vari momenti della esperienza e della contingenza; negli animali sono le capacità, più o meno sviluppate di organizzare processi di associazione, di astrazione e di coordinazione. Nel nostro è espressa da una varietà di atti non istintivi, ma coscienti e riflessivi, ed è fatta di memoria e di una certa capacità di immaginazione e di giudizio.
Sebbene molto modesta rispetto a quella dell'uomo, ed eminentemente pratica, raggiunge talora livelli sorprendenti che li consentono di comprendere l'uomo, di ritenerne una parte essenziale del linguaggio e della sua mimica somatica. Ne discende che quanto più è costante, continuo e contiguo il rapporto con l'uomo, tanto più l'intelletto del cane è sollecitato ad operare per avvicinarsi alla comprensione delle esigenze del pecoraio per la gestione del gregge.
E' questo, l'intelligenza, un requisito che gli consente di assumere iniziative che agli occhi del profano possono sempre apparire eccezionali. Ecco come lo vediamo quando, di propria iniziativa, si distacca dal gregge e dalla muta per scortare una pecora azzoppata od altra la cui marcia sia rallentata da un agnello neonato o da qualsiasi altra difficoltà; eccolo accovacciarsi paziente accanto ad una pecora partoriente per quindi scortarla nel suo rientro al gregge.
A ben considerare questi atteggiamenti, si potrebbe arrivare a considerare il risultato di un comportamento acquisito con l'addestramento, ma niente di tutto ciò. Ribadendo però qui che per il nostro non esiste l'addestramento nel senso comunemente attribuito al termine dalla cinofilia attuale, dobbiamo considerarlo, invece, un processo di assimilazione del comportamento degli adulti della muta cui appartiene e nella quale a trascorso i lunghi anni della giovinezza durante i quali si è addestrato di iniziativa e per imitazione.
Le deviazioni psichiche quali la paura, la inibizione di fronte ad un pericolo, la tendenza alla fuga a la cattiveria gratuita non esistono nella popolazione pastorale poiché, se e quando vengono a manifestarsi, sono difetti di carattere gravissimi, a volte congeniti altre forse causati da irrazionale rapporto con l'uomo.Sono incompatibili con le esigenze della pastorizia poiché in primo luogo turbano l'equilibrio armonico della vita della muta ed in secondo luogo è impossibile eliminarli od attenuarli. Generalmente il pecoraio intuisce facilmente il prospettarsi di certe tare e provvede precocemente e drasticamente alla eliminazione di quei soggetti che dovessero manifestarne.
A conclusione di questo ragionamento il lettore tenga conto che per insanguare le proprie linee di sangue, presso la selezione rustica si possono "pescare" soggetti che, ancorché non perfetti, e nessuno lo è, sono magnifici per equilibrio.
da : ENCI Ente NazionaleCinofilia Italiana
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